martedì, 24 novembre 2009
mi INNAMORASTI

Ora tu mi guardi dallo schermo ed io non so che pensarne.
Ogni singola piega e curva della tua pelle è un pensiero inspiegabilmente conosciuto che arriva alla mente: la filigrana dei capelli, il modello degli occhiali, il bianco-nero dei volumi, la barba ben rasata; ne sento il tocco giroscopico intorno ai polpastrelli, l'odore maschile fin dentro le narici del terzo occhio.
Come è possibile?
Eppure io ti conosco, come una citazione, io ti conosco.
 
N3bula @ 24/11/2009 | commenti: commenti (popup)


martedì, 24 novembre 2009
TESTO DI Paolo Castaldi

fango, la mia pelle ne coglie l'innocenza. Sento l'odore del freddo, dell'aria. Disegno mondi con le dita, sulla tua schiena nuda, ritorno allo stato essenziale, delle cose in generale.
fango, la mia pelle ne respira l'innocenza.
Raccolgo i rumori che ho perso nell'aria
disegno forme con le dita sulla tua bocca chiusa
mi avvolgo in coperte di banalità
fottuta e bellissima
ritorno allo stato essenziale delle cose in generale
ritorno allo stato essenziale delle cose in generale
sudore e gemiti, non più un inesistente effetto collaterale, di una sindrome psicomentaleproblematicoriginale.
ritorno allo stato essenziale delle cose in generale.
  
(ocio: "l'unica cosa, segna che è depositato in SIAE, alla fine")

    
N3bula @ 24/11/2009 | commenti: commenti (3)(popup)


martedì, 24 novembre 2009
IMPORTANZE
 












 
















      

                                        
N3bula @ 24/11/2009 | commenti: commenti (popup)


martedì, 24 novembre 2009
FASCINO DISCRETO

La mia maturità oltrepassata non mi permette più atti impuri alla legge, una forma compita di egregio stile mantiene inossidato il mio tono invisibile.
Si sfaldano i riti primordiali, quelli istintuali, a favore di una posa architettonica più orientabile all'altrui rassicurazione; non afferro bene le regole di questo a-mondo ma ne percepisco l'importanza dell'immersione, dell'immedesimazione: un gioco, uno scherzo nel quale apprendere magie paniche e costituzioni sovrane.
(Devo aver fatto parte di molte vite, di molti processi e progetti, perchè altrimenti questo trasporto non avrebbe motivo di esistere; o forse sì, da quante vite ritorno a questo sole? )
Vorrei poter amare intensamente per ogni singola nota prodotta da queste melodie viscerali, da queste linee che deformano gli spazi inconsci, da queste parole pronunciate o lette con voce adeguata al trasporto volitivo di energie sincopate.
Vorrei dirmi di autoamarmi ancora, ancora più forte.
E poi ancora, a volte vorrei vestirmi da alta-buon borghese per immergermi in mondi non visti. Solo per sapere. Conoscere ritmie diverse, le cose che vedono gli altri.
Corpetti sempre più stretti nei quali non riuscire a respirare al calare di una nebbia lussuosa ed affollata, con la possibilità di uno sdegno sempre più profondo per una realtà esperita dal vero e nel reale. Muovermi ancheggiando e spogliarmi, immedesimandomi in vizi creati sul momento, solo per sapere, per avere esperienza di un'emozione basata sul momento, superficiale, ma appartenente all'ora in cui cammino. E, come una creazione esclamata da un otre colmo, la conoscenza impotente deflagra le immagini della mia mente, mentre la voglia accesa rimarca un'incomprensione del reale che vieta le libere espressioni.
A volte sento dentro questo odore-ardore di fuggire, scappare. Non ne conosco molto a parte l'arrivo, la meta, lo scopo; ricercare, razzolare caoticamente per galleggiare in tutti i vostri flussi, flussi che indirettamente mi appartengono, flussi che direttamente vorrei sfiorare e leccare, ed infine mettervi tra le labbra come faccio con una sigaretta per poi inspirarvi. Vorrei assaporarvi come faccio con le bacchette in legno, impregnate di molteplici tinture, solo per sapervi.
    
N3bula @ 24/11/2009 | commenti: commenti (popup)


lunedì, 23 novembre 2009
Io, il Diavolo, Marcello e la Nera.
Roma datata novembre 2009. (Esercizio stilistico metropolitano)

VENERDI'.
Sbarco a Roma con il treno che porta solo 5 minuti di ritardo e raggiungere la casa del Diavolo è stata cosa molto semplice.
Prima di salire in casa ho giusto il tempo di ambientarmi nella civitas romana entrando in un piccolo bar dal gusto caratteristicamente rozzo dove mi ordino un buonissimo tramezzino fai da lui; intanto spinaci vengono bolliti e avventori serviti.
Pago. Esco con metà tramezzino in mano, mentre continuo a morsicare alla ricerca della casa: la prima della via, subito sulla destra.
La casa, o quella che da ora in poi chiamerò con il termine di La Reggia, si presenta molto ampia e spaziosa: tre camere, due bagni, una cucinetta, un grande salone-soggiorno, svariati corridoi, ampie finestra, terrazza, ...dei ripostigli ho perso il conto.
Vivono in una Reggia, la frase di rito vuole che io ammetta che: non è una casa per studenti!!!
Dopo averla visitata e aver fatto notare l'essere regale della loro dimora (Diavolo abita con un'altra persona, suo cugino, ma che non sarà presente per tutta la durata del soggiorno) tra una scorreria ed un'altra noto delle splendenti lenzuola stese: il Diavolo ha dei cimeli d'infanzia, riportano dei Pokemon strani, taroccati, di classe proletaria: un Pikachu deformato e troppo rotondeggiande e suoi compari di simile fattura!! Il mio buon umore aumenta considerevolmente al costatare che gli elementi di sberleffo escon fuori come funghi, di minuto in minuto!!! 
Il Diavolo mi parla anche delle sue lenzuola del Milan, che però al momento non sono disponibili poichè conversate presso il tetto natio, forse ciò è un bene.
Proseguendo ci si organizza per pranzo. Scopro subito che egli non è tipo gestionale, non decide una mazza e cerca di far scegliere tutto a me, tentatore o accomodante, penso comunque che se mi deve fare da Cicerone, sto messi bene!
Alla fine della prima ardua scelta si prepara il pranzo, cioè lui prepara il pranzo, io gli rendo il pegno della visita: tozzetti con cioccolata  :sbav:
Si pranza, buonissimo pranzo, il Diavolo non smentisce le sue semplici e ricche doti culinarie.
E poi suonano.
Il Diavolo non mi ha rivelato ancora una cosa: HANNO LA GOVERNANTE!!!!! NELLA REGGIA HANNO LA GOVERNANTE! Una graziosissima Jenny che passa ogni tot per pulirgli la casa: perchè loro son studenti,
la Reggia è una reggia
e loro non sarebbero in grado di tenerla pulita a dovere tutta da soli!!
Ehnnò poverini perchè se poi gli si screpolano troppo le mani come fanno a grattarsi l'anima ben bene??
A prescindere dalla nota interessante e disparitaria, se non ricordo male, questo ha provocato circa una ventina di minuti filati di prese adeguate per il culo, ma confesso, ed ammetto, che la cosa si è prolungata fino alle 13.30 di domenica 22 novembre, orario e data della mia ripartenza!
Un vero cabaret!
Dopo il lauto pasto si passa a visitare la prima collezione romana: il reparto di cancelleria del Diavolo! Una collezione degna di elementi di nota, più o meno appartenenti al mondo farmaceutico, più o meno raffinate, ma tutte amate! Il Diavolo è stregato dalle sue figlie penne, e lui è un ottimo figlio del vizio. Soddisfazione ed ammirazione per questa eterna crociata verso la liberazione delle penne dagli scaffali cancellieristici per approdare in questa mini mostra personale. L'arte giovanile è sempre più in voga e il collizionismo d'arte risana il Diavolo dalla morte.
Dopo la riverazione dell'Oggetto Penna si procede con l'organizzare le varie visite della gita, non senza rimarcare che il Diavolo non si sa decidere; sotto questo aspetto è una caccola verde verde! Comunque l'è venerdì pomeriggio e si parte; direzione San Pietro attraversando Monte Mario che è impressionante: stadi di abbandono si alternano ad umida umiltà e vegetazione selvaggia da piante invasive, ormai diventate bagaglio romano; gli eccessi della città già si manifestano.
Perplessita e commenti fino alla casa del Papa.
San Pietro stordisce, proprio come fa ogni volta: grande, barocco, ellittico, colonnato, il presepio che viene allestito, il trattore che lavora, i gabbiani che chiamano, i preti che pretano.
Buono.
Via della Conciliazione, fino al Tevere, fino al Sant'Angelo, lungo lungo, tra il sole che inizia a scendere portando con sè il chiarore e lasciando dietro strisce di rosso, porpora, viola, arancione, giallo, ecc. Bello!
Un'autentica foto!
Roma romantica, imbandita di bancarelle da roba vecchia, antiquariato e kich, regala gioie profonde. Anche gli uccelli non scherzano. Stormi infiniti invadono porzioni di cielo e si inseguono formando chiasso e forme indefinite ma ordinate. Ipnotizzante, urge una sosta di qualche minuto per realizzare la particolarità della natura urbanizzata della vita primordiale aviaria. Bisogna recarsi dalla campagna a Roma per vedere ciò che gli uccelli sanno fare.
E' forse tutto merito della distrazione?
Si riprende il cammino, fino all'Ara Pacis, la nuova forma architettonia (capisco da dove la piccola Sindachessa abbia preso l'idea di una cascata a muro, non poteva di certo esser sua), l'Ara, il museo, la mostra sul design: io entro gratis, zeppe universitarie!
La mostra non è affatto male, molti disegni ed oggetti, forme di una storia mercificata e bellissimi manifesti di una storia pubblicizzata.
Usciti è ormai buio, la notte si sa, a Novembre, scende veloce, come ogni luogo comune. Ma Vertecchi attende illuminato e vasto.
Sputtano i miei 30 euri, godendo come pochi! Oh amabile società consumistica cancelleristica!!
Con il malloppo ci si reca alla fermata metro, direzione casa, passando per il ristornate cinese per una ricompensa culinaria che si completa con l'esaltazione di frutta caramellata fritto e gelato fritto, perchè al cinese tutto è fritto e si sa che la roba fritta è tutta buona.
Siamo gole senza fondo.
La risalita a casa, dopo aver pagato, richiede passi in più, lo stomaco è pieno, il palato soddisfatto, la voglia di fumare accentuata, ma a casa
ci si arriva, soddisfatti e arromanati.
Una sgranchita, ci si prepara per vedere un film che io, ovviamente, dovrò scegliere: vada per La Dolce Vita, che l'aspetto romano ci invada fino in fondo, caliamoci nella parte, ovviamente non prima di godermi la già citata e riverita sigaretta.
L'atto è maggiormente riverito dalla tipologia del posacenere che mi viene fornito: un mini calco di piede!! Sì sì, questo podologo feticista ha avuto la brillante idea di realizzare questi posaceneri-fermacarte dal gusto coatto, una porcellana finissima, poco più piccola della mia mano! Quante grandi chicche nella Reggia, tutte opere d'arte che scandiscono il passare del tempo, di pacchianeria in pacchianeria!!!
Comunque si pigia il play e La Dolce Vita comincia.
Marcello, tutto Marcello ovunque!!! Per un attimo penso di essere in paradiso, ma forse è solo l'effetto della Reggia. In realtà vorrei dire a Marcello di marcellarmi tutta o a Fellini di fellinarmi tutta! Ma non penso che avrei in qualsiasi caso successo.
Lascio quindi correre.
Il film è più intenso di quanto ricordassi, e la mente felliniana sullo sguardo romano immerge le persone interesate in uno stadio alienato dovuto anche un poco al sonno. Si decide quindi di fermarsi a metà e riprendere la visione il giorno successivo, di buon mattino, augurando a tutti una buonanotte intensamente romana.
    
N3bula @ 23/11/2009 | commenti: commenti (2)(popup)


mercoledì, 18 novembre 2009
Morte panica

Piango lascrime d'alloro su questa terra pruriginosa e tumefatta.
Dall'incuranza per il non suicidio fino al ritorno del successivo passo ne esce una natura oltremodo maturata, dove manca l'innocenza stupida ed incosciente di un'azione ingranata per il gusto Individuale della sua esistenza.
Veleno in seno al messo che porta squallore e ripetizione, dieniego e aborto di ogni nonlibera concezione statica.
Terrore in ogni mente dove la dimensione panpsichica vibra molecole nuove e destabilizza poteri arsi dalla noia e ridondati dall'ego.
     
N3bula @ 18/11/2009 | commenti: commenti (2)(popup)


martedì, 17 novembre 2009
GenIO incompreso

Agricoltore giardiniere ti affili le unghie con la carta vetrata recuperata dalla stalla. Pensi che in fondo sarebbe facile narrare arte guardandoti intorno. In realtà sogni di creare sculture di fieno e fango che rappresentino il cuore più primordiale da te tanto amato.
Ogni nuova stagione inventata assapora ogni pensiero fruttato nel gergo della terra. Gocciola ogni spirito verde d'interesse al passaggio della tua conoscenza e riverisce te come ultimo portatore esule d'arte maggiore.
La natura immateriale della mente nobilita il tuo esistere, nella relazione consumata del giorno e della notte, fino alla tua ultima germinazione.
    
N3bula @ 17/11/2009 | commenti: commenti (popup)


domenica, 15 novembre 2009
IAO ZA-I ZA-O      MA-I MA-O      TA-I TA-O NOW
Master Builder, tell me how you make a temple ?


L'uomo ci darà soddisfazione nel suo continuo permutare in stadi pischici evasivi differenti. L'esaltazione della visione allucinata cancella ogni preambolo inibitore, ogni versetto sacramentale devoluto al recupero del concetto di amore precostituito.
Nella visione lisergica di un nuovo profumo del reale che svincoli l'essere da ogni disquisizione sull'elaborato della volontà di potere, privo dell'attrito materiale, elargirà tutta la sua prima indole al gioco situazionale della presa di coscienza dell'affermazione del Sè. Fomentato da basi solide, proseguirà in un turpiloquio degenerante che manifesterà tutta la purezza di un canto improvvisato.
  
N3bula @ 15/11/2009 | commenti: commenti (7)(popup)


domenica, 15 novembre 2009
Estrattore psicoLOGICO:
psicodinamica del morso


Suddivido il mio anno in metà CANNIBAL e metà INCANNIBAL, sospeso tra prime e terze persone singolari, che si divertono a ridacchiare di come il mondo gira a volte da nord a sud e altre da sud a nord, ascoltando i sapori che provengono dall'intorno, pronti a sfavillare lungo derive defibrillate, deliziate da tepori carnali e vitali.
Fremo di gioia all'odore del caos che si avvicina, quando la rotta cambia improvvisamente, quando è troppo tardi, quando ti accorgi che il gatto non morde più il topo, ma la propria coda.
Su suoni zappiani posso sillabare i miei stadi più sublimi di godimento, rimanendo immobile o lasciandomi trasportare dal sibilo della tranche nei meandri più vissuti della ricerca ossessiva di un idolo vecchio, di un ricordo ricolorato, di un presente isolato da certezze inesistenti e verdetti inadatti.
Ansimo all'idea della comprensione di un passaggio essenziale per la ricoagulazione dell'estro al maestro, nel fondamentale passaggio che respira tra la ricerca di un contatto verbale e uno stadio etereo che intercorre tra mente e mente, corpo e corpo, mente e corpo. Immergo mente e corpo nel surplus di soluzioni ideali nell'attesa di quella più semplice e cangiante, tattilmente poserò il reale sul reale.
Lambisco me stesso all'idea di errare la parola definitiva, asserita troppo presto, e di poter cambiare di nuovo, senza fine del processo.
   
N3bula @ 15/11/2009 | commenti: commenti (popup)


domenica, 15 novembre 2009
Spremutare

Quando faccio così è perchè da dentro chiama a gran voce lo stato alterato dell'ego confinato troppo a lungo in pagine sfumate, dai colori ribaltati, sedati a forza con stringhe in metallo e oleodotti rettali.

  
N3bula @ 15/11/2009 | commenti: commenti (2)(popup)


domenica, 15 novembre 2009
Ronda settimanale

Il sabato è il giorno dell'invasione degli uccelli e del loro rispettivo lavaggio.
Entrano prepotentemente dagli interstizi delle persiane del bagno e si gettano in massa nella vasca per lavarsi e sbeccarsi sotto le ali.

Poi, come sono venuti, se ne rivanno, più allegri di prima, incuranti della mia continua presenza nella vasca.
   
N3bula @ 15/11/2009 | commenti: commenti (popup)


sabato, 14 novembre 2009
La bustina di Cassandra

Signor A. Jodo,
dal nostro ultimo incontro mi risulta che le pratiche per l'avvio del suo prossimo lungometraggio sono ultimate: la candegina ha purificato l'ultima bacinella santa ed i crocifissi sono stati tutti rimisurati; la parte più ardua è stata trovare 50 farfalle e 50 bruchi nati lo scorso 3 Aprile.
Ma come già detto: tutto è pronto, e lo riconfermo.
Ho anche avviato i loculi di ricerca offerte; on line il sito già illustra le prime cifre.

Spero che lei non si riveli un mago santone.

Strettamente Sua
Emmuska Bolinghieri

ps: con stima
   
N3bula @ 14/11/2009 | commenti: commenti (3)(popup)


giovedì, 12 novembre 2009
La manina parlante che esce dalla testa o Mr Edward Hyde

L'importanza cruciale del paragone risiede nella sua esplicativa capacità di sottolineare il valore intrinseco della cucina “collegato alla duplice nozione di identità e scambio”: la cucina come veicolo e strumento di presentazione di una persona o di un intero popolo, comunicazione di una identità culturale, anche culinaria, di appartenenza ad una tradizione, ad un luogo geografico, ad un modus operandi, ad una formazione di pensiero che per l'appunto vanno a delineare un nostro riconoscimento ed una nostra caratterizzazione. Vi è dunque uno scambio di informazioni che sta alla base del processo di identificazione, ossia: scambio come “confronto tra identità diverse”.

“Più ancora della parola, il cibo si presta a mediare tra culture diverse, aprendo i sistemi di cucina a ogni sorta di invenzioni, incroci e contaminazioni.”

Tuttavia queste due nozioni, quella di identità e quella di scambio, vengono sottoposte comunemente e superficialmente ad una dicotomizzazione evidentemente fallace. Si tende abitualmente a dimenticare il concetto di scambio come sillogismo tra identità diverse, a favore di una visione più negativista ed intollerante che tende a fugare tale concetto poiché avvertito come pericoloso e alterante per la visione storica a cui si è ancorati: si predilige la tendenza (ristretta) verso un costrutto mentale che veicoli alla salvaguardia delle tradizioni culinarie, e in generale culturali, passate, come se lo scambio assumesse la valenza di ostacolo. Una difesa dell’identità e del patrimonio culturale ottenuta con la negazione e il rifiuto di ogni veicolo comunicativo più o meno materiale, ogni contaminazione, ogni incrocio.

“Ma questo richiamo strumentale alla storia è il più delle volte una mistificazione, poiché la storia ci mostra esattamente il contrario: che le identità non sono iscritte nel patrimonio genetico di una società, ma si modificano e si ridefiniscono incessantemente, adattandosi a situazioni sempre nuove determinate dal contatto con culture ed identità diverse. Il confronto con l’altro consente non solo di misurare, ma di creare la proprio diversità. Le identità pertanto non esistono al di fuori dello scambio, e tutelare la biodiversità culturale non significa chiudere ciascuna identità in un guscio, bensì metterle in rete.”

    
N3bula @ 12/11/2009 | commenti: commenti (4)(popup)


mercoledì, 11 novembre 2009
Vita strana

Regolo gli stati d'animo delle mie giornate seguendo le soluzioni componibili di un cubo di 7cm x 7cm, suddiviso in altri otto cubi più piccoli di 3.5cm x 3.5cm.
  
N3bula @ 11/11/2009 | commenti: commenti (12)(popup)


mercoledì, 11 novembre 2009
L'Ars è sola

Ars: secrezione linfopsichica; mole espressiva di varie tipologie di personalità e formazione. Senza abbellimenti, costrutti parasemantici extra, libidinose concubine commerciali, potrebbe rimanerne l'essenza. Rimanerne, come ne rimangono tutte le altre, non attaccate dalla fame.
Ars: qualcosa che individualmente rimane in qualche posto, scoperto o coperto.
   
N3bula @ 11/11/2009 | commenti: commenti (popup)